Gli stadi del futuro

Gli stadi del futuro, il calcio scrive al Governo

Gli stadi del futuro, il mondo del calcio scrive al Governo. Missiva dei presidenti di Coni, Figc e Lega Serie A al presidente Conte e ai Ministri Gualtieri, Spadafora e Franceschini

Migliorare gli impianti sportivi anche per i fruitori, è questo il senso della lettera del mondo del calcio al Governo italiano circa gli stadi del futuro.

Una missiva al premier Conte e ai ministri Gualtieri, Spadafora e Franceschini accompagnata dal Rapporto Monitor Deloitte che propone le azioni fondamentali per avviare le opere di rinnovamento degli stadi in Italia.

Nel Rapporto dunque si dice che:

  • Gli investimenti privati negli stadi italiani rappresentano una rarità,
  • Gli stadi in Italia sono obsoleti e presentano un basso livello di innovazione,
  • stadi italiani che non riescono ad attrarre adeguatamente i fan.

A proposito del concetto di obsoleto, l’indagine evidenzia come in Serie A l’età media degli impianti è di 56 anni, in Serie B di 66 e in Serie C di 64 anni.

Rinnovare un impianto sportivo, secondo il Rapporto Monitor Deloitte significa anche:

  • ampliare il ruolo sociale: in Italia sono circa 32 milioni gli appassionati;
  • accrescere il ruolo economico: 18 milioni di euro i ricavi che genera il mondo del pallone ogni anno;
  • migliorare gli investimenti: si parla di 4,5 milioni di euro nell’ambito dell’ammodernamento.

Insomma, il rinnovamento deve diventare una realtà adesso, proprio in un momento di grande difficoltà causata della pandemia

Infatti, proprio per tutto il valore che il calcio ha nel sistema paese, cambiare la struttura degli stadi può essere un buon motore per la ripartenza.

In tal senso, nel testo della lettera, i presidenti scrivono:

Dobbiamo evidenziare e denunciare lo stato obsoleto e carente delle infrastrutture sportive del nostro paese, imparagonabili rispetto agli stadi presenti in Europa.

Non possiamo più aspettare, chiediamo al Governo l’apertura di un tavolo di lavoro dedicato e un’azione concreta e immediata per far ripartire il nostro sistema, non perdiamo altro tempo.

Non richiediamo fondi in questo drammatico momento, ma una serie di interventi mirati, volti a semplificare l’iter autorizzativo per la costruzione e l’ammodernamento degli impianti; in modo tale da ridurre le barriere presenti agli investimenti privati che mettono a grande rischio i possibili benefici sopra riportati.

 

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