Via Lattea e le galassie satellite

La Via Lattea e le galassie satellite, nuovi studi a riguardo

         
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Lo spazio è un insieme di meraviglie straordinarie e spettacolari. Tra costruzione e distruzione, l’universo è in continua evoluzione e crescita. Al momento però sono tanti i misteri e i dubbi del cosmo e giorno per giorno si cerca di capire il più possibile. Di recente un nuovo studio ha rivelato alcune meccaniche di interazione che avvengono tra la meravigliosa Via Lattea e le galassie satellite.

Cosa sono la Via Lattea e le galassie satellite

La Via Lattea è la galassia in cui ci troviamo noi. Per chi non lo sapesse, una galassia è un insieme immenso di stelle, pianeti, nebulose, asteroidi, ammassi stellari, comete e tanti altri corpi celesti che coesistono in “equilibrio”.

Questo insieme di corpi celesti, chiamato appunto galassia, può avere varie forme, anche se quelle più comuni sono le galassie a spirale e le galassie ellittiche. Al centro di una galassia si trova di solito un buco nero (o un insieme di buchi neri) oppure stelle molto massicce. Attorno a questa tipologia di corpi celesti (buchi neri e stelle super massicce) è presente un disco galattico ricco di stelle coi relativi “bracci” in cui ruotano i corpi celesti che formano una galassia.

Nello spazio si stima esistano miliardi di miliardi di galassie con altrettanti miliardi e miliardi di corpi celesti, pianeti e addirittura la vita. La nostra Via Lattea è formata da circa 300 miliardi di stelle, ha un diametro di circa 100.000 anni luce, uno spessore di 1000 anni luce ed un’età di circa 13 miliardi di anni.

Le galassie satellite invece sono delle mini galassie che ruotano attorno a galassie maggiori. Tali galassie sono estremamente più piccole e deboli rispetto a galassie complete.

In ogni caso, seppur molto piccole e quasi “irrilevanti”, queste galassie satellite nane possono interagire con galassie più immense con dei meccanismi particolari e del tutto inediti. Recenti studi hanno dimostrato proprio questo.

Attorno alla nostra Via Lattea orbitano circa 60 galassie satellite nane e partendo da esse si è potuto scoprire come interagiscono galassie maggiori e galassie satellite.

Nuove meccaniche tra la Via Lattea e le galassie satellite

Un recente studio, fatto da alcuni ricercatori della Tohoku University di Sendai (Giappone), ha permesso di capire che la Via Lattea è riuscita ad “accendere” e a “spegnere” la formazione di stelle nelle galassie satellite.

L’interazione tra la Via Lattea e le galassie satellite non era del tutto precisa. Sfruttando il telescopio spaziale Gaia, però, i ricercatori sono riusciti a studiare 7 delle 60 galassie satellite della Via Lattea e a capire le loro interazioni con la nostra galassia e le varie meccaniche; presenti e passate. Queste galassie satellite nane orbitano attorno alla Via Lattea con un’orbita ellittica.

Durante il percorso orbitale, molte di queste galassie satellite sono letteralmente entrate nella Via Lattea. Alcune si sono avvicinate di molto al centro galattico e in seguito si sono allontanate per ricominciare un altro giro orbitale.

Interazioni “galattiche” spettacolari

Durante l’interazione iniziale con la nostra galassia i gas delle galassie satellite si comprimevano (per effetto della Via Lattea) e questo innescava reazioni termonucleari spettacolari che permettevano la nascita di nuove stelle. Le analisi del nuovo studio mostrano proprio ciò, il collegamento e la coincidenza temporale tra l’interazione iniziale con la nostra galassia e la nascita di nuove stelle

Miliardi di anni fa queste piccole galassie brillavano molto più di adesso grazie alla nascita di nuove stelle. In seguito, avvicinandosi al nucleo della Via Lattea, i gas delle galassie satellite (dapprima splendenti e luminose) sono stati letteralmente strappati sempre per effetto della nostra galassia. In questo modo la produzione di stelle è cessata e quelle piccole galassie sono diventate ormai poco luminose. Questo processo di accensione e spegnimento dura comunque miliardi di anni.

Questione di fortuna e sfortuna

Alcuni degli esempi più importanti e sfortunati sono le galassie satellite Draco e Leone I. Appena la loro orbita permise di entrare nella Via Lattea, Draco e Leone I letteralmente si accesero. Iniziarono così a produrre nuove stelle, diventando molto luminose. Draco circa 11 miliardi di anni fa e Leone I più recentemente, circa 2 miliardi di anni fa. Poco dopo, avvicinandosi al nucleo galattico e perdendo molti gas, sia Draco che Leone I si sono spente. Tuttora non producono stelle, e dalle osservazioni attuali si mostrano come delle piccole macchie che continuano la loro inesorabile orbita.

Mini galassie più fortunate invece, come Fornax e Carina, sono riuscite a far nascere stelle per un tempo maggiore. Infatti dopo aver innescato la nascita di nuovi astri dall’inizio dell’entrata nella Via Lattea, la loro orbita più distante dal nucleo galattico ha permesso di far nascere nuove stelle e brillare per più tempo rispetto a Draco e Leone I. Purtroppo anche Fornax e Carina hanno perso i loro gas e tuttora sono spente.

Il valore di questa scoperta

Questi nuovi studi mostrano le meccaniche di interazione tra galassie maggiori e galassie satellite. Gli studi a riguardo sono però soltanto agli albori, ma possono essere davvero utili e spettacolari. In questo caso studiando la nostra Via Lattea e le sue galassie satellite (di cui fanno parte anche le bellissime “piccola nube di Magellano” e “grande nube di Magellano”), ma lo studio equivale per tutte le galassie.

Inoltre è impressionante come la Via Lattea possa dare o togliere vita alle galassie satellite. In una sorta di ciclo vitale simile alla nostra vita. Del resto, nel bene e nel male, il cosmo si basa proprio sull’equilibrio vita/morte (dalle forme di vita alle stelle), altrimenti non riuscirebbe nemmeno ad esistere.

In conclusione queste scoperte non solo mostrano la grandezza dello spazio, di cui conosciamo ancora troppo poco, ma mostrano anche che giorno dopo giorno scopriamo nuove cose. Questo ci invoglia a conoscere e a divulgare sempre più. L’universo è ricco di tesori da scoprire. Tesori che sono utili per il sapere, per comprendere la nostra esistenza e per far evolvere la nostra coscienza.

 

Fonte immagine: Pixabay

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Autore dell'articolo: Gioacchino Savarese

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Gioacchino Savarese nasce il 26 maggio 1995 a Nocera Inferiore. Fin da subito è appassionato di misteri, scrittura e scienza. Le sue passioni e i suoi sogni si sono materializzati il 16 maggio 2015 con la creazione del Blog intitolato "I Misteri Del Mondo e Dell'Universo", inoltre ha un canale You Tube (adesso chiamato Specialid) e una Pagina Facebook omonimi. Inoltre ha pubblicato un libro il 19 luglio 2017 intitolato "I MISTERI DELLA VITA NELL'UNIVERSO". Il 27 giugno 2019 ha pubblicato il suo secondo libro: DIARIO DI UN SOLDATO. Il 30 ottobre 2019 ha creato il suo nuovo blog, chiamato Specialid, anche la sua pagina Instagram si chiama Specialid. Continua tuttora la sua ricerca nel mistero, nelle sue attività e a scrivere.