Leucemia: la dieta neutropenica è un valido ausilio?

Chi convive con una malattia come la leucemia può contrastare l’azione delle cellule maligne seguendo un regime alimentare ad hoc: la maggior parte dei nutrizionisti e della comunità scientifica consiglia di basare la propria alimentazione su una dieta neutropenica, basata su frutta e verdura cotte in modo preciso.

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Che cos’è la dieta neutropenica per sconfiggere la leucemia?

I pazienti affetti da leucemia linfoblastica acuta sottoposti a trattamento chemioterapico sono normalmente in grado di nutrirsi autonomamente per avere la forza e l’energia sufficienti per svolgere le attività quotidiane. Trattamenti come la chemioterapia e la possono causare frequentemente la perdita di appetito, l’alterazione delle papille gustative, la nausea, vomito, diarrea o costipazione e la “mucosite”.

È bene “incoraggiare” l’appetito! Ma, in che modo?

Nel caso in cui il sistema immunitario risulti non efficiente, la dieta neutropenica potrebbe stimolarlo per sviluppare maggiori difese contro i batteri di frutta e verdura che non devono essere consumate a crudo.

Secondo alcuni studi scientifici, in alcuni casi di pazienti con leucemia – opportunamente analizzati – questo tipo di dieta potrebbe offrire protezione.  Vediamo quali sono le regole da seguire, esclusivamente dietro consiglio medico, per l’alimentazione neutropenica:

  • Cucinare i pasti, sia a base di frutta sia di verdura, essi devono essere regolarmente cucinati, perché potrebbero trasferire batteri.
  • Consumare frutta in scatola: sì al consumo di frutta in scatola in quanto prima di essere conservata è stata riscaldata, determinandone la sterilizzazione.
  • Consumare carne che deve essere sempre ben cotta per evitare infezioni da batteri, lieviti, muffe, virus e parassiti
  • Evitare carne cruda, poco cotta, uova, pesce e pollame
  • No a latticini di origine animale, tra i quali latte, yogurt e svariati formaggi
  • Sì ai latti vegetali (riso, kamut, avena, mandorla, cocco) ed al tofu
  • Preferire prodotti confezionati: non è un caso. Anche se, certamente, avranno più conservanti è anche vero che sono sottoposti a controlli notevoli. Quelli freschi, invece, potrebbero essere contaminati
  • Scongelare i cibi o nel microonde o nel frigo: in questo modo, si rende più naturale il processo di scongelamento che, invece, sarebbe forzato se avvenisse a temperatura ambiente.
  • Usare sapone ed acqua calda per lavare le posate, i bicchieri, piatti e tutto ciò che viene utilizzato in cucina
  • Divieto assoluto di mangiare insalata
  • Sarà preferibile mangiare a casa propria per evitare di “sgarrare” ed essere sicuri di non essere esposti a rischio di batteri
  • Consumare più spuntini più volte al giorno
  • Non “riempire” troppo il piatto, occorre prestare attenzione alle quantità
  • Sì al cacao fondente (privo di latte)
  • Sì ai dolci vegan preparati in casa secondo le ricette delle nostre nonne
  • No agli alimenti avanzati da pasti precedenti
  • No a uova crude o poco cotte o preparati nei quali sono utilizzate uova crude (maionese)
  • No alla frutta essiccata non cotta prima
  • No ai gelati
  • No agli integratori o farmaci naturopatici
  • No a succhi non pastorizzati.

Nel preparare la carne o le verdure non usate lo stesso tagliere, ma lavatelo con acqua e sapone tra un tipo di cibo e l’altro. Evitare le contaminazioni

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