Luigi Di Maio dice no a nuove tasse

Luigi Di Maio dice no a nuove tasse

intopic.it feedelissimo.com  
 

ROMA – Luigi Di Maio dice no a nuove tasse. In un post pubblicato ieri sulla sua pagina Facebook, il capo politico del M5S risponde idealmente al premier Giuseppe Conte, che aveva parlato di “ipotesi praticabile” durante l’intervista con Bruno Vespa ad Atreju sulla possibilità di tassare merendine e bevande gassate.

Ecco cosa ha scritto Di Maio:

“Noi abbiamo come obiettivo quello di abbassare le tasse, non di aumentarle. E secondo me è totalmente sbagliato scatenare un dibattito ogni giorno per parlare di nuovi balzelli. Un governo che pensa ai cittadini lavora per bloccare l’aumento dell’Iva, che avrebbe comportato una spesa di più di 500 euro a famiglia, l’anno prossimo. Ed è questo Governo che noi sosteniamo”.

Luigi Di Maio dice no a nuove tasse

Il ministro degli Esteri, dunque, non ha dubbi: “Un governo che vuole fare il bene delle persone toglie tasse sul lavoro per permettere alle imprese di assumere nuova gente. Ed è così che avrà i nostri voti in parlamento”. Anche sull’ambiente Di Maio ha le idee chiare e puntualizza:

“Un governo degno di questo nome premia chi non inquina e disincentiva chi se ne frega. Ma tutto deve prevedere una transizione su un arco temporale di anni e permettere di convertire i propri stili di vita e le produzioni industriali e aziendali”.

Di Maio rivendica l’importanza e la centralità dei pentastellati all’interno dell’esecutivo Conte bis:

“Se questo governo esiste, è perché lo sostiene il MoVimento 5 Stelle. Lavoreremo al documento di economia e finanze per permettere agli italiani di vivere un 2020 migliore. Questo è il nostro obiettivo ed è così che vogliamo andare avanti. Qualcuno dirà che stiamo dando un ultimatum al Governo. Ma io non sono stato eletto per passare le mie giornate a dire che non è così. A noi interessa parlare chiaro e portare a casa i risultati”.

Infine, secondo Di Maio bisogna andare avanti anche con il salario minimo “per mettere la parola fine agli stipendi da fame che percepiscono alcuni lavoratori”:

“È inaccettabile – scrive – guadagnare 2-3 euro l’ora. Per questo vogliamo parlare del salario minimo da subito nel Def. È doveroso tutelare chi fatica dalla mattina alla sera”.

 
Grazie al nostro canale Telegram potete rimanere aggiornati sulla pubblicazione di nuovi articoli di WebMagazine24
     
 
 

Articoli consigliati:


Autore dell'articolo: Elena De Lellis

Avatar