Obesità fattore di rischio di morte per Coronavirus

Obesità fattore di rischio di morte per Coronavirus

Ormai, la maggior parte delle persone capisce che gli anziani risultano particolarmente vulnerabili al Covid-19. Ma alcuni studi sui pazienti infetti da nuovo Coronavirus in Francia, Italia, Cina e Stati Uniti hanno anche identificato condizioni croniche che mettono a rischio anche i pazienti più giovani. Si tratta di un problema piuttosto comune ai giorni d’oggi, ovvero l’obesità. La ricerca conferma come l’obesità sia un fattore di rischio di morte per il nuovo virus. Mentre in queste settimane ci si cerca di proteggere dalla pandemia, i funzionari sanitari devono comprendere la connessione tra obesità e Covid-19.

L’obesità aumenta il rischio di insufficienza respiratoria, altera il sistema immunitario e può causare infiammazione cronica. Quest’ultima può rapidamente aumentare senza controllo con l’infezione da coronavirus. Sulla scia del Covid-19, dobbiamo trattare l’obesità non solo come una malattia, ma anche come un’emergenza per la salute pubblica. Considerando che proprio durante la quarantena le persone in media hanno preso alcuni chili, bisogna fare ulteriore attenzione. È di vitale importanza, dunque, trovare un modo comune per perdere peso. La prima domanda che ci si pone è: come? La domanda non è unica, perché altrimenti non sarebbero necessari tutti quei nutrizionisti e tutte quelle diete diversificate in base alla persona.

Obesità fattore di rischio: pericolo di morte da Covid-19. Cosa fare?

L’unico modo per trattare l’obesità consiste nell’intervenire in maniera precoce. Se i pazienti possono cambiare la propria vita prima di subire le conseguenze di una malattia cronica, hanno una probabilità molto maggiore di vivere più a lungo e in modo più sano con o senza Covid-19. Alla base di questo cambiamento, però, c’è la relazione tra medico e paziente, che va ben oltre la dieta e l’esercizio fisico. La consulenza medica cambia in base al metabolismo, composizione corporea e altri fattori simili. L’ottimizzazione delle app per il monitoraggio della nutrizione e l’analisi delle abitudini del singolo paziente aiuterebbero il medico ad offrire un servizio personale.

Una prima soluzione potrebbe comprendere ad esempio, delle agevolazioni fiscali per le aziende che fanno fare attività fisica ai propri dipendenti. In questo modo si andrebbe ad incentivare l’attività fisica. L’esercizio fisico andrebbe svolto, inoltre, durante le ore lavorative: basterebbero 5 ore a settimana. Insomma, mantenersi in buona forma aiuta a mantenersi contemporaneamente anche in buona salute. Una salute migliore, consente di avere più probabilità di sopravvivere, in questo caso, alla pandemia.

 

Fonte immagine copertina: MSN

Autore dell'articolo: Francesco Menna

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Mi chiamo Francesco, classe 96. Laureato in Ingegneria Meccanica e studente alla magistrale di Ingegneria Meccanica per l'Energia e l'Ambiente alla Federico II di Napoli. Passione sfrenata per tutto ciò che ha un motore e va veloce. Per info e collaborazioni inviare una mail a framenna96@gmail.com