COVID-19 ceppo B117

COVID-19 ceppo B117, studi confermano maggiore trasmissibilità e non solo

         
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Arrivano importanti notizie inerenti al coronavirus, nello specifico al COVID-19 ceppo B117, più conosciuta come variante inglese. A quanto pare, questa variante, sembra non essere più pericolosa – a livello di mortalità – rispetto a quella identificato per la prima volta a Wuhan. Tuttavia, ha una maggiore trasmissibilità e, quindi, è più contagioso. Infatti, nonostante alcuni avevano confermato il contrario, nuove ricerche confermano queste caratteristiche.

COVID-19 ceppo B117: cosa emerge dai nuovi studi

I nuovi studi che interessano la variante inglese del COVID-19, il cosiddetto ceppo B117, confermano alcune particolari caratteristiche. Nello specifico, uno studio è stato pubblicato su Lancet Infectious Disease e l’altro su Lancet Public Health. Ebbene, la variante del virus sembra avere una carica virale, e quindi è maggiormente trasmissibile, rispetto ad altri ceppi. Tuttavia, sembra essere esclusa l’associazione a malattie maggiormente gravi o ad una maggiore probabilità di morte.

In questo caso, sono stati sottoposti agli studi, alcuni pazienti degli ospedali londinesi colpiti dal ceppo B117. Invece, il secondo studio ha interessato circa 37.000 persone della Gran Bretagna. In questo caso, sono stati analizzati i dati presenti su una specifica app. Il risultato sembra essere molto simile a quello ottenuto dal primo studio. Dunque, anche in questa ricerca non sono state evidenziate sintomi particolarmente gravi legati al ceppo B117 del COVID-19. Tuttavia, gli ultimi studi sono contrastanti con quelli precedenti.

Per questo motivo, è necessario procedere con ulteriori studi. Il periodo preso in esame, è stato quello che va dal mese di settembre al mese di dicembre del 2020. Dunque, il periodo in cui è stata riconosciuta il ceppo B117 in Inghilterra. Tuttavia, è stato affermato che lo studio Lancet ha avuto il vantaggio di aver utilizzato il sequenziamento dell’intero genoma e una buona varietà di esiti di pazienti e malattie. Gli esperti – a riguardo – hanno dichiarato quanto segue.

“La scoperta che l’infezione del lignaggio B117 non ha conferito un aumento del rischio di malattie gravi e mortalità in questa coorte ad alto rischio è rassicurante, ma richiede ulteriori conferme in studi più ampi”.

Fonte foto: pixabay

Autore dell'articolo: Emanuela Acri

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Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,