FB War Room contro le bufale in vista delle Europee

         
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Facebook apre la cosiddetta War Room contro le bufale in vista delle Europee di fine maggio. La War Room di FB non è altro che una sala operativa all’interno della quale lavorano decine di persone.

La War Room è una importante novità. Il lavoro svolto all’interno della War Room di FB serve per contrastare la divulgazione di fake news nei confronti dell’opinione pubblica. La sala è allestita nella sede di Facebook a Dublino.

È molto simile a quella negli Stati Uniti realizzata l’anno scorso. Nel caso degli Stati Uniti è stata utilizzata per vigilare sulle elezioni di metà mandato. Lo stesso compito ha avuto quella di Singapore. In questo caso, però, la sala è servita per le elezioni indiane.

La War Room di Facebook contrasta le fake news

Sono circa quaranta le persone chiamate a tenere sotto controllo quanto accade su Facebook. Tali persone sono continuamente seguite da un team di esperti. Il compito svolto dal personale riguarda l’eliminazione di tutte le fake news da social network, falsi account e interferenze estere.

Il controllo è intensificato in vista delle prossime Europee. I controlli vengono effettuati in tutte le lingue parlate nei 28 Paesi dell’unione. Praticamente, tutti i Paesi che devono votare per il rinnovo del Parlamento UE. Nathaniel Gleicher, responsabile della sicurezza informatica di FB ha spiegato:

 “Stiamo affrontando una sfida di sicurezza. Ci sono una serie di attori che vogliono manipolare il dibattito pubblico”.

Ha aggiunto in seguito Gleicher:

“In una situazione del genere una singola organizzazione non basta. C’è bisogno del maggior numero possibile di persone concentrate sul problema”.

La War Room di FB è l’ultima trovata del social network per poter contrastare, nel miglior modo possible, il dibattito pre-elettorale. Quindi la società messa in piedi da Mark Zuckerberg ha dovuto intensificare le regole riguardanti le inserzioni politiche. È necessario ricorrere a tali restrizioni. Così facendo la pubblicità non può essere usata in maniera errata. Il problema è riscontrato con alcuni post di troll russi durante le Presidenziali Usa del 2016.

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Fonte foto di copertina: Pixabay

Autore dell'articolo: Emanuela Acri

Grafica pubblicitaria, ha svolto gli studi all'Accademia di Belle Arti di Catanzaro e quella di Lecce, concludendo il percorso con il massimo dei voti. Appassionata di film horror e serie TV, collabora con alcuni siti online nella realizzazione di articoli di diversi argomenti,