Il lancio di Perseverance si avvicina

Il lancio di Perseverance si avvicina

Il lancio di Perseverance si avvicina

Mancherebbe meno di un mese al via della prima finestra di lancio disponibile per il lancio del Perseverance, il nuovo rover che avrà l’obiettivo di trovare tracce di vita su Marte.

Sguardo al rover Perseverance

Perseverance sarà strutturalmente simile a Curiosity, il rover che “passeggia” per il pianeta rosso dal 2012, ma sarà potenziato strumentalmente.
Oltre ai miglioramenti tecnologici di camere e sensori, Perseverance porterà con sè un piccolo elicottero, dal nome Ingenuity, che utilizzerà per scandagliare l’area alla ricerca dei punti di maggior interesse.
Cercherà prove di un passato abitabile di Marte, analizzando e campionando il terreno nel cratere Jezer, alla ricerca anche di tracce di biosignature  nel materiale geologico. Fossili, insomma. La campionature e i carotaggi di roccia verranno , con missioni future, recuperati e mandati sulla Terra per essere studiati.
La missione è pianificata per durare un anno marziano, circa 687 giorni terrestri. Per una durata simile era stato progettato anche Curiosity, eppure dopo circa otto anni, ancora ci regala scoperte sensazionali.

Un Atlas V per il lancio di Perseverance

Il rover raggiungerà il pianeta rosso in circa sette mesi, entrando nell’atmosfera marziana nel febbraio 2021. Sarà il vettore Atlas V 541 che lo spingerà oltre l’orbita terrestre. L’Atlas V rappresenta, a ora, la punta di diamante dei lanciatori in forza alla NASA. Questo almeno fino all’arrivo del Space Launch System, programmato per i prossimi anni in occasione del ritorno sulla Luna con una missione umana nel programma Artemis.

Il cratere Jezero

Il luogo scelto per l’ammartaggio si apre in un antico letto fluviale ben riconoscibile dalle immagini satellitari. Secondo una stima recente, quei fiumi, hanno ospitato abbastanza a lungo acqua liquida da poter lasciare traccia della antica storia marziana. Lo studio vedrebbe nei delta fluviali all’interno del cratere avrebbero periodi di formazione differenti permettendo una migliore conservazione di eventuali prove di vita passata.

 

Fonte foto: NASA

 

Autore dell'articolo: Alex Briatico

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