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Ippolito: il grande Pop italiano in piano solo

         
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Ippolito: il grande Pop italiano in piano solo nel nuovo disco.

Parliamo di grande Pop italiano, parliamo di grandi brani che a loro modo oltre a segnare epoche e generazioni hanno anche determinato uno standard di forma e di qualità all’etichetta che da sempre corona la grande musica italiana. Il cantautore campano Ippolito scende in campo con un disco di grandi omaggi alla tradizione da cui tutti hanno attinto. Canzoni che poi, in questa sede, vengono riviste e in parte riadattate (nelle dinamiche e nelle intenzioni anche) per una stesura di solo pianoforte. Belle sensazioni di pulito, di trasparenza e di intensa personalità… “Piano solo” è un disco di pelle e di cuore.

Ippolito: il grande pop italiano in piano solo – la nostra intervista esclusiva

Nuovo disco, nuovo video… ma musica “antica”, del passato remoto e di quello recente. Perché proprio il “Pop”?

Ho scelto di raccontare il Pop perché lo amo. La musica leggera è l’espressione diretta, è il genere che più di tutti arriva al cuore delle persone con estrema facilità.

In una tua recente dichiarazione affermi di non amare la canzone neomelodica napoletana. Possiamo chiederti perché?

Ti rispondo come ho risposto nell’intervista precedente. Prima di tutto la musica neomelodica napoletana non rappresenta il bel canto e generalmente è caratterizzata dal suono nasale e lamentoso della voce del cantante. Riguardo ai contenuti, il genere neomelodico racconta spesso storie di malavita di quartiere, inneggiando i boss criminali e tutti gli usi e i costumi che ne fanno parte. È per colpa di queste persone che i meridionali per bene vengono “ghettizzati” in tutta Italia e questo mi fa rabbia perché a volte ne faccio le spese anch’io. Insomma, la musica neomelodica napoletana è la musica degli ultimi.

La melodia comunque resta un elemento di forte fascino che dimostri di amare anche negli arrangiamenti minimali che hai dato ai brani. Hai voluto così valorizzare proprio la canzone o ci sono altre ragioni?

Ho voluto suonare dando il massimo. Ho cercato di fare del mio meglio per quanto ne potessi capire di pianoforte e spero di essere riuscito a valorizzare anche le canzoni dell’album.

Un grande escluso dalla lista?

Ce ne sono tanti di esclusi dalla lista. Purtroppo non potevo inserire tutti i successi della musica leggera italiana, altrimenti un disco non sarebbe bastato e probabilmente, il progetto non sarebbe finito più. Faccio presente però che in poco spazio ci sono sei medley, proprio per dimostrare che nonostante la compressione del prodotto, ho fatto di tutto per escludere il meno possibile le canzoni celebri.

Hai pensato anche ad un seguito di questo disco?
No per carità, questo disco basta e avanza ad omaggiare gli autori che io stimo. Sono un cantautore e devo dedicarmi ai miei brani. Il mio sogno è quello di riuscire un giorno, a portare almeno una mia canzone nel firmamento della musica italiana.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria