La salute vien mangiando, i cibi che fanno stare bene
La salute vien mangiando, i cibi che fanno bene. Stare bene passa anche dalla tavola e ciò che mangiamo, basta seguire la natura
L’alternarsi delle stagioni infatti ci offre sempre buon cibo ricco di proprietà benefiche per il nostro organismo al punto che la salute vien mangiando calza a pennello.
L’autunno, che prepara all’inverno, porta sulle tavole colori diversi ma sempre efficaci al nostro benessere e gustosi al palato.
Uno di questi dunque è il caco ricco di proprietà che in molto non conoscono; ad esempio è a basso contenuto di calorie e ricchi di fibre: una combinazione che li rende una buona scelta per il controllo del peso.
Un frutto solo dunque, contiene 6 grammi di fibre e fornisce il 55% dell’assunzione giornaliera raccomandata di vitamina A.
Inoltre, grazie al loro sapore dolce, si abbinano bene sia con cibi dolci che salati e offrono un’alternativa nutriente per chi si è stancato della frutta più comune.
Sentirsi bene e in salute anche con qualcosa di piccante come il peperoncino, tanto amato dagli italiani
Ecco, pare che chi lo consuma può vivere più a lungo e avere un rischio significativamente ridotto di morire di malattie cardiovascolari o cancro.
Questo secondo una ricerca preliminare che sarà presentata alle sessioni scientifiche 2020 dell’American Heart Association.
Altri studi invece hanno scoperto che mangiare peperoncino ha un effetto antinfiammatorio; antiossidante; antitumorale; di regolazione del glucosio nel sangue dovuto alla capsaicina, che conferisce al peperoncino l’intensità quando viene mangiato.
Dati sanitari e sulla dieta di oltre 570mila persone negli Stati Uniti, in Italia, Cina e Iran hanno infatti dato risultati sorprendenti.
Si è visto cioè che chi consumava peperoncino, ha avuto una riduzione relativa:
- del 26% della mortalità cardiovascolare,
- 23% della mortalità per cancro,
- del 25% della mortalità per tutte le cause.
Altre ricerche importante riguardano anche i flavanoli, persenti nel tè, nelle mele, nei frutti di bosco, nel cacao.
Uno studio realizzato dall’Università di Reading pubblicato sulla rivista Scientific Reports afferma quindi che la loro assunzione potrebbero portare a un abbassamento della pressione sanguigna.
La differenza di pressione sanguigna tra quelli con il 10% più basso di assunzione di flavanolo e quelli con il 10% più alto di assunzione era cioè compresa tra 2 e 4 mmHg.
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