Novità sul bando Resto al Sud 2019

Novità sul bando Resto al Sud 2019 (Legge 123/2017)

         
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Novità sul bando Resto al Sud 2019 (Legge 123 3 agosto 2017): si amplia la platea dei beneficiari per il finanziamento agevolato

 

Roma, lì 08/04/2019 – Importanti novità sul bando Resto al Sud 2019 (Legge 123 03/08/2017).

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Modifiche al D.Lg. 91 20/06/2017, coordinato con la Lg. di conversione 123 03/08/2017, recante: «Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno». Dunque, dal 2019 la misura a favore dei giovani imprenditori nel Mezzogiorno denominata «Resto al Sud» si rivolge ad una platea più ampia. Infatti, la Legge di Bilancio 2019 ha modificato il testo originale nella parte del limite di età e della tipologia di attività. Quindi ora possono accedere al beneficio anche le attività libero-professionali.


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Resto al Sud: il Decreto Legge n. 91 del 20 giugno 2017 (ante modifiche ’19)

Riportiamo alcuni riferimenti così da poter cogliere meglio le opportunità dell’agevolazione. Dunque, la misura nella stesura iniziale prevedeva la promozione di nuove imprese, da parte di giovani imprenditori, nelle regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • poi Calabria;
  • Campania;
  • ed ancora Molise;
  • Puglia;
  • infine Sardegna e Sicilia.

Resto al Sud, il Decreto Legge n. 91 del 20 giugno 2017 (ante modifiche 2019): i giovani imprenditori

Per giovani imprenditori si intendevano soggetti:

  • di età tra 18 e 35 anni;
  • ed anche, non titolari di attività alla data di entrata in vigore del provvedimento;
  • inoltre, non già beneficiari, nell’ultimo triennio, di misure a livello nazionale a favore dell’auto-imprenditorialità.

Possono partecipare all’attività d’impresa anche i soggetti non rientranti nei requisiti ma entro la quota di un terzo della compagine sociale; inoltre, non devono esistere rapporti di parentela fino al quarto grado tra i soci. Naturalmente tali soci non possono percepire i finanziamenti agevolati dalla presente misura.

All’accettazione del finanziamento e per tutta la durata del rimborso dello stesso, il beneficiario non deve risultare titolare di un contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Resto al Sud, il Decreto Legge n. 91 del 20 giugno 2017 (ante modifiche 2019): il finanziamento

Ciascun imprenditore riceve un importo massimo di 50.000 euro; nel caso di società, quindi in presenza di più soggetti, l’importo massimo si moltiplica per ciascun socio rientrante nei requisiti. Il massimo complessivo non può superare 200.000 euro, poiché il beneficio rientra negli aiuti in de minimis (regolamento UE n.1407/2013 e n.717/2014)

Il finanziamento è da intendersi così considerato:

  • 35% a fondo perduto erogato dal soggetto gestore della misura;
  • 65% sotto forma di prestito a tasso zero, concesso da istituti di credito.

Il prestito dovrà essere rimborsato entro otto anni complessivi a partire dalla concessione, di cui i primi due anni di pre-ammortamento. In aggiunta, il prestito:

  • beneficia di un contributo in conto interessi per la durata del prestito, corrisposto dal soggetto gestore della misura agli istituti di credito che hanno concesso il finanziamento;
  • ed inoltre, prevede una garanzia presso il Fondo centrale di garanzia per le piccole e medie imprese (PMI).

Resto al Sud, il Decreto Legge n. 91 del 20 giugno 2017 (ante modifiche 2019): le attività finanziate

Rientrano nelle attività imprenditoriali riconosciute quelle relative alla produzione di servizi e di beni nei settori:

  • dell’artigianato;
  • ed anche dell’industria;
  • inoltre della pesca;
  • ed infine dell’acquacoltura.

Rimangono escluse le attività libero-professionali e del commercio, ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.

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Novità sul bando Resto al Sud 2019 nel comma 601 della Legge di Bilancio 2019

Ora, con la modifica apportata del comma 601 Legge di Bilancio 2019, risulta ampliata la platea di destinatari.

Infatti, al Decreto Legge 20 giugno 2017 n.91, convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2017 n. 123, sono apportate importanti modificazioni.

Novità sul bando Resto al Sud (comma 601 della Legge di Bilancio 2019): i giovani imprenditori

Il primo parametro che amplia la platea dei beneficiari è quello dell’età: ben 10 anni in più! Infatti, le parole «35 anni» sono sostituite con «45 anni ». Decade così il riferimento ai “giovani imprenditori”.

Novità sul bando Resto al Sud (comma 601 della Legge di Bilancio 2019): attività libero-professionali

Riportiamo testuali parole:

« La costituzione nelle suddette forme giuridiche è obbligatoria ai fini della concessione delle agevolazioni di cui al comma 8, ad eccezione delle attività libero-professionali, per le quali è richiesto esclusivamente che i soggetti presentanti le istanze di cui al comma 3 non risultino, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione, titolari di partita IVA per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta ».

Altre modifiche al Decreto Legge 20 giugno 2017 n.91, convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2017 n. 123.

Decreto Legge 20 giugno 2017 n.91, convertito con modificazioni dalla Legge 3 agosto 2017 n. 123

comma 601 della Legge di Bilancio 2019

Le istanze di cui al comma 3 possono essere presentate, fino ad esaurimento delle risorse di cui al comma 16, dai soggetti di cui al comma 2 che siano gia’ costituiti al momento della presentazione o si costituiscano, entro sessanta giorni, (( o entro centoventi giorni in caso di residenza all’estero, )) dalla data di comunicazione del
positivo esito dell’istruttoria nelle seguenti forme giuridiche:a) impresa individuale;b) società, ivi incluse le societa’ cooperative.I soggetti beneficiari della misura devono mantenere la
residenza nelle regioni di cui al comma 1 per tutta la durata del finanziamento e le imprese e le società di cui al presente comma devono avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa in una delle regioni di cui al comma 1.
«al comma 6, secondo periodo, le parole: “e le imprese e le società” sono sostituite dalle seguenti: “e le imprese, le società e le attività libero-professionali“.»
(( Sono finanziate le attività imprenditoriali relative a
produzione di beni nei settori dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura, ovvero relative alla fornitura di servizi, ivi compresi i servizi turistici. )) Sono escluse dal finanziamento le attività libero professionali e del commercio ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.
«al comma 10, le parole “libero professionali e” sono soppresse.»

Altre notizie di economia nella pagina del sito.

Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".