I temporali fanno passare l’ansia; lo afferma uno studio scientifico
Robin Utz soffriva di una lieve forma di ansia, dormiva male ed era nervosa, ossessionata da eventi che non avevano nulla a che fare con la sua vita presente. Ha cominciato a curarsi prendendo farmaci e consultando un analista. Per lei, un’altra cura, alquanto insolita, era il brutto tempo. Utz afferma: “Mi piace la pioggia, e spero sempre nei temporali”. E’ contenta all’idea di fare lunghe passeggiate sotto la pioggia, o di chiudersi in casa durante un temporale. Dice: “C’è meno pressione per incontrare gente, parlare, ed essere di buon umore quando piove”. Il cielo grigio o il rumore della pioggia è come se fossero bene in sintonia con il suo stato mentale quando è presa dall’ansia, e offrono una rassicurante consonanza tra l’umore e gli stimoli esterni.
A quanto pare è cosi per molti. Un post sul fenomeno su Reddit, nel canale “Anxiety”, ha ottenuto recentemente tantissimi commenti e testimonianze: “Le mie giornate preferite sono quelle buie e piovose, ancora meglio se è un giorno freddo e piovoso nel mezzo dell’estate. Mi fa passare l’ansia e sentire più motivato.” scrive un utente. “Tuoni e fulmini sono come medicine magiche” ha detto un altro.
Esiste davvero una spiegazione scientifica a tutto questo?
Il concetto clinico che meglio descrive questo tipo di fenomeno in psicologia rientra nel “disturbo stagionale affettivo” o “depressione estiva”, ed è dunque una sottocategoria del tipo di depressione che viene amplificata o scatenata dai cambiamenti stagionali. Il disturbo stagionale affettivo [SAD] è più spesso scatenato dall’autunno e dall’inverno, quando le temperature si abbassano e la luce diminuisce.
Gli psicologi hanno sviluppato varie teorie sul perché molte persone che soffrono di ansia trovano conforto nei giorni in cui il tempo è brutto. Kimberly Hershenson, analista di New York specializzata in ansia e depressione, afferma: “Il cervello desidera input sensoriali, il suono della pioggia produce qualcosa di simile al rumore bianco. Il cervello riceve segnali dal rumore bianco che diminuiscono il suo bisogno di input sensoriali, e che ci calmano. Allo stesso modo, il sole molto forte tende a stimolarci.” Alcuni studi hanno dimostrato che il rumore rosa, ovvero un rumore che ha abbastanza variazioni di frequenza per coinvolgere il subconscio, ma non abbastanza per distrarci o disturbarci, ha effetti positivi sul sonno e sulla memoria.
Laurel Stenberg, professore e psicanalista alla Columbia University afferma che: “I temporali ricordano alle persone che il mondo è fatto di forze più grandi di noi, cosa che rende i nostri nemici umani ridicoli al confronto”. La potenza degli eventi atmosferici serve quindi a mostrarci, in un certo modo, che i nostri problemi sono relativamente piccoli.
“Molte persone depresse e ansiose vedono la pioggia come un segnale di ’empatia’ da parte del mondo nei confronti delle loro emozioni, una giornata soleggiata e bellissima può far sentire queste persone fuori luogo, sole.” dice Paul DePompo, direttore del Cognitive Behavioral Therapy Institute of Southern California. In questo caso si tratta di un effetto di autocommiserazione, ci sembra che la natura sia in sintonia con come ci sentiamo.
Questi effetti psicofisici possono essere però problematici e limitativi a livello psicologico, in quanto ci si potrebbe abituare a qualcosa che non si può controllare. L’analista Iman L. Khan, commenta: “Anche se avere esperienze positive con il rumore dei temporali può offrire una consolazione temporanea, sviluppare una dipendenza verso qualsiasi cosa al di fuori dalla tua sfera di controllo può aumentare le possibilità di trovarsi in difficoltà quando questi strumenti non sono disponibili. L’obiettivo sarebbe imparare a calmarsi da soli, senza affidarsi a fonti esterne.”
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