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Anche il camoscio fra le specie a rischio di estinzione

         
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Anche il camoscio fra le specie a rischio di estinzione a causa dei riscaldamenti climatici.

Infatti il Parco Nazionale della Maiella ha lanciato il proprio messaggio in tal senso derivante da studi effettuati dall’Università di Siena e dell’Università di Pavia, intitolata “Climatic changes and the fate of mountain herbivores”, pubblicata su Climatic Change.

L’ipotesi avanzata è che il camoscio della Maiella (Rupicapra pyrenaica ornata) potrebbe sparire entro il 2070.

Lo studio è basato su un’attenta e meticolosa ricerca sul numero dei camosci presenti nel territorio del Parco Nazionale della Maiella, sulla sua attitudine alla riproduzione e sulla sua mortalità. Il tutto collegato alle condizioni di vivibilità e all’indiscriminato aumento della temperatura.

Anche il camoscio fra le specie a rischio di estinzione

Purtroppo, il fenomeno delle variazioni climatiche interessa anche il territorio del Parco Nazionale della Maiella, nonostante le sue stupende caratteristiche di custode di ampi boschi, di verdi pascoli, di lagni e di copiose sorgenti anche in montagna.

La logica delle statistiche e dei numeri, però, danno un segnale d’allarme per la preservazione del camoscio.

Giova ricordare che il camoscio, un tempo re di queste zone poi completamente scomparso, fu reimmesso nel territorio della Maiella dal Comune di Lama dei Peligni nel lontano 1990.

Il Centro Studi Ecologici Appenninici del Parco Nazionale d’Abruzzo, il Gruppo Camoscio Italia, il WWF Italia permisero agli elicotteri dell’Esercito Italiano di portare nella nuova Oasi di Lama dei Peligni le prime coppie di camosci, amorevolmente custoditi.

“Operazione Camoscio”

L’avvenimento aveva come nome “Operazione Camoscio” e voleva restituire questa specie alla Maiella.

Fu istituita l’Oasi Naturale Lama dei Peligni, estesa per circa 1100 ettari fino alla cosiddetta “Cima dell’Altare” posta a quota 2542  tra i valloni di Fara san Martino e Taranta Peligna.

L’ambiente fu particolarmente idoneo allo sviluppo della specie.

Erano gli anni in cui si affacciava prepotentemente la lotta per la preservazione dell’ambiente e per la conservazione della flora e della fauna locale.

Operazione interamente riuscita, anzi potenziata nel tempo con l’arrivo del Parco Nazionale della Maiella.

Il Parco della Maiella

Il Parco della Maiella è una realtà viva ed operante destinata all’uomo che deve preservarne l’ambiente: il passato e il futuro sono scritti dalle popolazioni locali ogni giorno, dall’alba al tramonto.

Giova, però ricordare, che l’uomo della Maiella ha considerato da sempre come di grande rilevanza la protezione del territorio e di chi lo abita. La conservazione della vita, in tutta la sua biodiversità, l’ecosistema sono stati da sempre l’elemento fondamentale  di tante battaglie ambientali.

Nel ricordo di tale iniziativa, fortemente voluta dalle Amministrazioni locali dell’epoca, oggi, più che mai lanciamo un appello. Ciò affinché non vengano vanificati gli sforzi e l’impegno dimostrati fino ad oggi per la preservazione del camoscio.

Da Webmagazine24 parte l’accorato appello ai Politici ed agli Organi Istituzionali, affinchè la Maiella non perda uno dei suoi più belli abitanti: il camoscio.

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Foto tratta da Pixabay

Autore dell'articolo: Marco Vittoria