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Ieoh Ming Pei è morto a 102 anni

         
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Ieoh Ming Pei è morto a 102 anni, il mondo dell’architettura è in lutto.

E’ morto infatti a New York, alla ragguardevole età di 102 anni, l’architetto di origine cinese, ma cittadino americano Ieoh Ming Pei.

Egli ha scritto, con le sue opere, tutta l’evoluzione e la storia dell’architettura moderna.

Aveva uno stile all’avanguardia, che non disdegnava uno sguardo ed un attimngimento alle esperienze del passato.

Ieoh Ming Pei e la piramide di vetro

Il suo nome è dunque legato strettamente alla “piramide di vetro” progettata dal grande maestro su commissione di George Mitterand, nel quadro della ristrutturazione urbanistica della zona del Museo del Louvre di Parigi.

L’opera fu inaugurata solo nel 1988 ed ha la funzione di atrio per lo stesso museo.

Originale nelle linee e nei materiali utilizzati, all’insegna della trasparenza, in un sottile connubio fra il visitatore e  le  opere d’arte esposte nel museo stesso.

Come la Torre Eiffel, la piramide ebbe molte critiche.

Tuttavia, alla fine, tutti dovettero ammettere che l’originalità e il tuffo nel passato, erano solo forme propedeutiche ad una grande e rinata funzionalità dell’intero palazzo ristrutturato.

Essa favoriva inoltre la semplicità dei percorsi e la grande fruibilità dei servizi ed infrastrutture, tanto che il numero di visitatori in poco tempo raddoppiò.

Ieoh Ming Pei – Le altre opere

In Italia è stato il progettista del famoso “Palazzo della Regione” a Milano,  alto 161,3 metri sede degli uffici e degli organi statutari e politici della Regione Lombardia.

Tante le sue opere, sarebbe troppo lungo elencarle tutte, ne cito solo qualcuna, ma tutte in in una visione spaziale dell’architettura:

  • China Bank a Hong Kong;
  • il Rock and Roll Hall of Fame and Museum a Cleveland, che rappresenta uno dei suoi capolavori  sorprendente nelle linee e nella realizzazione;
  • la East Wing della National Gallery of Art in Washington Dc;
  • il Dallas City Hall;
  • il National Center for Atmospheric Research a Boulder, Colorado;
  • lamJohn F. Kennedy Library a Dorchester, Massachusetts;
  • l’Athens’ Museum of Modern Art, la Defence a Parigi.

Tutte opere aventi come visione l’uomo che occupa lo spazio in maniera razionale e funzionale prima di tutto, in una grande armonia fra tradizione e avvenirismo.

Una volta dichiarò “amo l’architettura  perché resiste alla prova del tempo”.

Ieoh Ming Pei – la vita

Ripercorriamo le tappe della sua lunga vita:

Ieoh Ming Pei è nato a Guangzhou (ex Canton) il 26 aprile 1917, da  Tsuyee Pei, uno dei principali banchieri cinesi.

Si  iscrisse  all’Università della Pennsylvania per poi trasferirsi al Massachusetts Institute of Technology, dove si laurea in architettura nel 1940.

Anche durante i suoi studi, manifestò l’originalità delle sue opere ai grandi maestri architetti dell’epoca.

La rivoluzione comunista in corso  nella Cina lo fece restare  in America, dove si iscrive alla Graduate School of Design di Harvard per seguire i corsi di Walter Gropius (grande architetto dell’epoca).

Nel 1942 sposa  Eileen Loo, cinese anche lei,  arrivata negli Stati Uniti per studiare arte.

Ieoh Ming Pei incontra  William Zeckendorf, grande operatore immobiliare americano che aveva bisogno di un architetto giovane e talentuoso.

Costui lo convinse a restare a New York ed a collaborare con la sua impresa..

Il suo innato spirito libero, dopo un periodo di grandi lavori, lo spinse ad abbandonare la posizione di dipendente e ad abbracciare la professione libera.

La fondazione dello IM Pei & Associates

Fonda un proprio studio di architettura lo IM Pei & Associates e cercando progettazioni all’esterno.

Sue furono la Luce Memorial Chapel a Taiwan e il Green Earth Sciences building al MIT, il terminal della National Airlines dell’aeroporto di New York, la Newhouse School of Communications della Syracuse University e la Cleo Rogers Memorial Library di Columbus , Indiana.

Il suo nome diventava sempre più famoso e le sue opere erano oggetto di studio ed anche di imitazione.

Ieoh Ming Pei progetta il John F. Kennedy Library di Cambridge, modificato più volte nella sua ubicazione e nelle sue linee architettoniche, per evidenti pressioni politiche.

Il suo studio di architettura cresce a dismisura ed è sempre più conosciuto negli Usa, ed anche all’estero.

La sua città verticale (New York) non lo convince e va  a vivere in una casa a schiera sull’East River.

Una vita semplice la sua, fatta di numerose collezioni di arte statunitense.

Non ha mai rinnegato le sue origini cinesi e nel 1974 ritorna in Cina, dove si permette di criticare le nuove linee architetturali ispirati alla Russia.

Il premio Pritzker

Premiato nel 1983 con il premio Pritzker – considerato il Nobel dell’architettura ha devoluto la relativa somma di  100 mila dollari, per  borse di studio a favore dei più meritevoli studenti di architettura cinesi.

Accetta l’’incarico del Governo Cinese per  progettare un resort fuori Pechino, il Fragrant Hill.

Un edificio nel quale è riuscito a far coesistere l’architettura moderna ed avveniristica con quella tradizionale cinese.

Ieoh Ming Pei all’età di di 102 anni non è né vecchio, né anziano.

E’ un archivio vivente di esperienze e di memorie che lui lascia e consegna alle nuove generazioni.

Una prova di come il passare degli anni non rappresenti un ostacolo al desiderio di dare ancora un contributo intellettuale alla società.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria