La città di Hasankeyf sta somparendo foto

La città di Hasankeyf sta scomparendo

 

La città di Hasankeyf sta scomparendo.

Si apre ancora una volta una dolente pagina di lotta fra l’uomo e l’ambiente, fra la tutela delle vestigia storiche di una civiltà e la necessità di produrre nuova energia.

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In Turchia la città di Hasankeyf è caratterizzata dall’insediamento abitativo di unità immobiliari scavate nella roccia.

Con una popolazione di circa 7000 abitanti e con  una propria millenaria cultura e storia degna di ogni riguardo, dovrà scomparire perché sarà sommersa dalle acque del fiume Tigri.

Al suo posto una enorme diga della capienza di  10 miliardi di metri cubi che servirà ad aumentare la produzione di energia idroelettrica.

Si tratta del più grande progetto di centrale idroelettrica con diga in fase di realizzazione da parte del Governo della Turchia sul fiume Tigri.

Il progetto definito Southeastern Anatolia Project è stato avviato fin dal 1997.

Esso prevede la costruzione di 22 grandi dighe sul fiume Tigri, in grado di produrre una potenza di 8.000 Mw, con un uso promiscuo per l’irrigazione di 1,8 milioni circa di tonnellate.

Il progetto è spalmato su una lunghezza di 136 km del fiume Tigri e interessa un bacino di circa 313 km2.

Tante le ripercussioni sull’ambiente interessato e sull’ecosistema.

La città di Hasankeyf sta scomparendo

Spariscono 199 villaggi e l’antica città di Hasankeyf (3mila abitanti), per un totale di 55mila persone, forse anche 100.000, che verrebbero trasferite in altra zona, in nuove strutture, secondo un nuovo assetto urbanistico in corso di realizzazione.

Un dibattito che dura da oltre 40 anni, con voci a favore e contro, la cronaca dei fatti registra:

  • Alcuni antichi monumenti sono stati già smembrati e trasportati nella nuova città;
  • Allagamento e sommersione di un’ampia zona dalla cultura millenaria caratterizzata da piccole abitazioni e tanti villaggi già abitati da diverse etnie quali artukidi, hurriti-mitanni, assiri, urartu, medi, persiani, romani, sasanidi, bizantini, selgiuchidi, ayubbidi e ottomani, con tante  civiltà che si sono succedute nei diversi periodi storici;
  • La diga Ilisu inizierà a funzionare proprio questo mese, la nuova quota di massimo invaso causerà l’inglobamento nelle acque di circa cento villaggi, il trasferimento in altra zona dei relativi abitanti;
  • Sicuramente ci saranno ripercussioni sul microclima locale;
  • La nuova realizzazione consentirà la produzione di 3800 Gwh di energia.

Si rinnova il problema e  l’enigma dello sviluppo economico con sacrificio per l’ambiente.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria