Cozze e la loro resistenza

Le cozze e la loro resistenza, nuovi ed interessanti studi

         
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Il mondo animale è ricco di meraviglie straordinarie. Basta parlare dei tardigradi, delle gerarchie sociali delle tartarughe, dell’intelligenza dei polpi, dei ragni dalla faccia d’orco, dei calamari magnapinna, della coscienza degli uccelli e tanto altro per capire lo spettacolo della natura. Un esempio straordinario del mondo animale sono le cozze e la loro resistenza. Molluschi apparente fragili ma incredibilmente resistenti.

Cosa sono le cozze

Le cozze, come accennato poco fa, sono dei molluschi. Fanno parte del genere animale Mytilus, dell’ordine dei Mytiloida. Sono della classe dei bivalvi. I bivalvi sono molluschi acquatici caratterizzati da un guscio esterno (chiamato comunemente conchiglia) composto da due strutture simmetriche chiamate valve. Queste strutture sono unite da una cerniera mobile che si apre per effetto di un legamento interno e si chiude invece tramite dei muscoli adduttori.

Il corpo di un bivalvo è molto semplice. È caratterizzato da due branchie a forma di pettine. Un mantello che contiene gli organi interni e un sistema nervoso molto semplice. Infine sono caratterizzati da un “piede” (simile ad una lingua) che permette ai bivalvi non di muoversi, ma di scavare nella sabbia.

Anche le loro funzioni vitali sono semplici. In pratica vivono assorbendo l’acqua tramite degli appositi sifoni e la filtrano tramite le brachie per assimilare l’ossigeno e le sostanze nutritive, perlopiù plancton. Le cozze in particolare sono caratterizzate da un guscio color nero o nero-viola a forma di goccia e un mantello color giallo crema (negli esemplari maschi) o color arancione (negli esemplari femmine).

Fin qui le cozze sembrano molluschi affascinanti ma relativamente semplici e fragili, ma non è così, infatti le cozze sono dotate di un’elevatissima resistenza. Confermata da un recente studio.

L’incredibile resistenza delle cozze

Un recente studio del CSIC spagnolo, con l’aiuto di alcune Università italiane, sul genoma delle cozze ha rivelato un qualcosa di incredibile. Innanzitutto le cozze hanno circa 65.000 geni, più del doppio di quelli umani, che sono invece all’incirca 30.000. Ma non finisce qui.

Il genoma delle cozze è per il 20% formato da geni spendibili. Infatti il genoma delle cozze è un pangenoma. Questa tipologia di genoma è formato da dei geni centrali presenti in tutti gli individui ed essenziali per vivere, ma anche da geni “secondari e sacrificabili” non presenti in tutti gli individui ma relativi alle esigenze. Il genoma di questi bivalvi è formato quindi da circa 45.000 geni centrali e circa 15.000 geni spendibili.

I geni spendibili sono molto variabili, giovani e mutevoli e vengono utilizzati negli individui che affrontano particolari situazioni di stress o di difficoltà di adattamento. In poche parole questi geni spendibili sono presenti nelle cozze per aumentare la loro resistenza alle condizioni ambientali ed esterne avverse; ed anche ad adattarsi a nuovi habitat apparentemente “ostili”. Rendendole come dei veri e propri superorganismi marini estremamente resistenti.

Inoltre tale caratteristica permette alle cozze di essere resistenti ed immuni ad una grandissima quantità di batteri, virus ed altri microrganismi patogeni o contaminanti (anche pericolosi per l’uomo). Incredibile a dirsi, ma le cozze possono anche rigenerare le ferite e in linea di massima il pangenoma le rende delle macchine da guerra biologiche.

Una scoperta importantissima

Quelle che sembrano molluschi fragili ed apprezzati moltissimo a livello gastronomico, sono dei veri e propri supereroi acquatici.

Per i ricercatori è incredibile osservare il pangenoma negli animali, visto che è una caratteristica presente maggiormente nei batteri, in alcuni funghi, in alcune microalghe ed in alcune piante. Finora era impensabile trovare il pangenoma negli animali, ma invece c’è.

Tale scoperta, soprattutto per quanto riguarda la resistenza ai patogeni e alla rigenerazione, può essere utile per trovare cure o metodi di prevenzione a molte malattie umane e animali studiando proprio il pangenoma delle cozze e la loro resistenza; evitando anche gli effetti collaterali di medicine, vaccini e trattamenti non sempre affidabili. Gli studi vanno avanti e la natura, così come la vita in generale, può riservare sorprese sorprendenti.

 

Fonte immagine: Pixabay

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Autore dell'articolo: Redazione Webmagazine24