L’Austria vieta l’utilizzo del glifosato
L’Austria vieta l’utilizzo del glifosato ed è la prima Nazione europea ad adottare tale provvedimento. L’uso indiscriminato dei pesticidi e, in modo particolare di quelli a base di glifosato, è ormai una pratica consuetudinaria nell’agricoltura.
L’Austria vieta l’utilizzo del glifosato
L’Austria è la prima nazione europea che, non accogliendo le decisioni europee, ha vietato l’utilizzo del glifosato. Infatti, il 27 novembre diciotto Stati europei hanno votato a favore della proroga per cinque anni dell’utilizzo del glifosato (facendo un grande regalo alla Germania ed all’industria chimica Bayer-Monsanto principale produttrice del prodotto). Hanno votato contro il suo utilizzo soltanto Italia, Belgio, Cipro, Francia, Lussemburgo, Austria, Malta, Grecia, Croazia.
Che cos’è il glifosato
Vediamo un po’ più da vicino che cosa è il glifosato: uno dei pesticidi più potenti utilizzato come diserbante per le fragole (che, si sa, per la loro maturazione hanno bisogno di terreno esente da erbe infestanti) ed anche come pesticida per le mele e la frutta in genere.
L’indiscriminato utilizzo del glifosato è causa di inquinamento ambientale poiché il suo utilizzo si trasmette ai prodotti derivanti dall’agricoltura esistenti nel territorio trattato con questo prodotto.
Del resto tutti i diserbanti sono stati giudicati altamente nocivi dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Molto dannosi sono anche per le api (muoiono quando vi entrano in contatto), ed anche per gli uccelli e per tanti altri animali.
L’Austria vieta l’utilizzo del glifosato: gli effetti
Gli effetti del glifosato sull’organismo umano sono deleteri: è stato classificato dall’EFSA (European Food Safety Authority) come 2a, cioè “probabilmente cancerogeno”. E’ considerato inoltre distruttore dell’equilibrio ormonale dell’uomo (fa diminuire il livello di testosterone, con rischio di femminilizzazione).
Più drastica è stata la IARC (International Agency for Research on Cancer) che ha classificato il glifosato come erbicida genotossico (danneggia il DNA) quindi sicuramente cancerogeno per gli animali e probabilmente anche per l’uomo.
Le dichiarazioni di Patrizia Gentilini
Patrizia Gentilini, oncologa e componente del comitato scientifico dei Medici per l’Ambiente, ha dichiarato: “Ci sono numerosi dati sperimentali condotti su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata, quindi si tratta di una sostanza genotossica (che danneggia l’informazione genetica all’interno di una cellula) oltre che cancerogena, non dimenticando che l’erbicida agisce anche come interferente endocrino”.
In conclusione…
L’Austria si pone, quindi, all’avanguardia del proibizionismo per il glifosato. A questo punto, chissà che l’esempio non venga seguito anche da altre Nazioni (compresa l’Italia)…
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