Busta paga e cuneo fiscale

Busta paga e cuneo fiscale: ecco perché siamo poveri

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Busta paga e cuneo fiscale sono due elementi indivisibili: ecco perché siamo poveri e gli imprenditori non assumono

Roma, 31 Gennaio 2019 – Busta paga e cuneo fiscale, ecco perché gli imprenditori non assumono e dipendenti sono scontenti.

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Da anni si parla di disoccupazione ma il problema rimane. Il cuneo fiscale è al centro di campagne elettorali e talk show politici, ma dipendenti ed imprenditori hanno difficoltà ad accedere al mercato del lavoro. Cambiano i Governi, le coalizioni ed i partiti ma nessuno è mai riuscito a risolvere questa spinosa piaga dell’economia italiana. Esaminiamo gli elementi che affondano il lavoro e le imprese.


Un passaggio obbligatorio per stimolare il mercato del lavoro è rappresentato dall’abbattimento relativo al costo del lavoro. Rimane il divario tra la tassazione italiana rispetto agli altri Paesi dell’Unione Europea soprattutto per redditi medio-bassi.

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Busta paga e cuneo fiscale: le imposte sui redditi da lavoro dipendente

Il cuneo fiscale rappresenta la somma di tutte le tasse che gravano sui redditi da lavoro dipendente, svuotando le tasche di personale e imprenditori. Per orientarsi è possibile calcolare la differenza tra:

  • gli elementi della retribuzione previsti dal contratto, che rappresentano il grosso del costo;
  • il netto in busta, che percepisce il lavoratore.

Tra i vari costi che l’imprenditore sostiene per i lavoratori dipendenti non vanno dimenticati premio I.n.a.i.l. e assicurazione. La percentuale degli oneri previdenziali ed assistenziali, originata dal lavoro dipendente, si somma al costo del personale in senso stretto, scoraggiando i datori di lavoro. D’altro canto, il lavoratore vede sottrarsi una notevole fetta di reddito mensile che sarebbe utile al sostentamento. Ricordiamo che la recente Quota 100 prevede i 62 anni d’età e 38 di contribuzione; quindi, nel caso di mancato raggiungimento dei 38 anni di versamenti INPS, le quote previdenziali risulterebbero sottratte ed allo stesso tempo “perse”. Considerando il lungo periodo di crisi è piuttosto comune trovare lavoratori con una posizione contributiva sviluppata a singhiozzo.

La combinazione redditi bassi e cuneo fiscale crea notevole difficoltà; infatti, gli aspiranti dipendenti non riescono ad accedere al mondo del lavoro e gli imprenditori non possono ampliare la produzione.

Oltre ad interventi sporadici, utili solo per tamponare situazioni emergenziali temporanee, il mercato del lavoro necessita di sgravi strutturali. Ad oggi molti Paesi dell’Unione Europea hanno migliorato il livello di disoccupazione e dei salari ridisegnando al ribasso il quadro della tassazione.

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Busta paga e cuneo fiscale… e le critiche al reddito di cittadinanza

Le critiche che gravitano intorno al reddito di cittadinanza riguardano la natura della misura; infatti, il mondo imprenditoriale avrebbe preferito destinare la consistente dotazione in finanziaria ad un abbattimento dei costi del lavoro.

Inoltre, col trascorrere dei giorni stanno circolando notizie di “aggiustamenti ad hoc” mirati a percepire il reddito di cittadinanza. Infatti la somma del reddito più un eventuale lavoro nero consentirebbe di arrivare ad un introito allettante.

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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

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Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano disperatamente lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".