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La RAI sospende “Porta a Porta”

         
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La RAI sospende “Porta a Porta” per il coronavirus.

Il coronavirus colpisce anche la trasmissione televisiva “Porta a Porta” che è stata sospesa, per almeno tre giorni perché mercoledì Nicola Zingaretti è stato ospite dello stesso programma.

Come noto, anche il segretario del PD è stato colpito dal coronavirus ed è ancora oggi in quarantena nella sua abitazione. Di conseguenza,  in base alle disposizioni vigenti, chiunque è stato a contatto con lui deve osservare la quarantena domiciliare.

La RAI sospende “Porta a Porta”

Ad essere colpito dal provvedimento è stato anche  il giornalista Bruno Vespa, conduttore di “Porta a Porta” la nota trasmissione televisiva serale di RAI 1.

Certamente “Porta a Porta” è una trasmissione con un alto indice di ascolto. Ciò grazie alla sua linea editoriale legata non solo agli avvenimenti della politica, ma anche ai grandi fatti di cronaca e ai principali elementi sociali.

Il disappunto di Bruno Vespa

E’ vero che la sospensione è stata mal digerita da Bruno Vespa, che apertamente ha espresso il proprio disappunto. Bisogna tuttavia sottolineare che in questi momenti così critici per la salute e l’incolumità sanitaria degli italiani, tutti dobbiamo fare anche un piccolo grande sacrificio.

Tutti siamo chiamati ad osservare i consigli e le disposizioni date dalla autorità sanitarie e dall’ultimo decreto governativo. Perfettamente inutile pertanto protestare e accampare prerogative e/o diritti anche se legittimi.

Seguiamo l’appello che ci ha fatto il Presidente della Repubblica e il Presidente del Consiglio ai quali si sono uniti i mass media.

L’ora della verità

Questa per l’Italia è l’ora della verità. Non delle polemiche. Dobbiamo essere uniti in un momento così difficile per tutti noi al di là delle appartenenze politiche. Bisogna avere il coraggio di raccogliere, valutare e rendere applicabili suggerimenti pratici, da qualunque parte provengano.

Un pensiero di gratitudine deve andare obbligatoriamente andare a tutto il personale del servizio sanitario nazionale. E, ovviamente, anche alla protezione civile, alla ricerca scientifica, ai volontari,  alle forze dell’ordine ed a tutti quelli che combattono questo nemico invisibile (“coronavirus”).

Il nemico vero non è la sospensione di una trasmissione televisiva, seppur importante, bensì il coronavirus che colpisce indistintamente, indifferentemente dai propri ruoli nella società.

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Immagine dalla pagina Facebook della trasmissione televisiva

Autore dell'articolo: Marco Vittoria