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Pannelli solari in Australia dopo gli incendi

         
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Pannelli solari in Australia dopo gli incendi.

L’Australia fa sempre  più parlare di sé. Questo enorme continente, dopo aver subito i disastri dei numerosi ed estesi incendi, si avvia alla rinascita dei  territori danneggiati con severe e programmate azioni economiche. Certo, recuperare una zona incendiata non è semplice. Le azioni sono molteplici e, se ben programmate, riusciranno a restituire il territorio all’uomo e a tutto l’ecosistema, anche se quest’ultimo sarà certamente diverso per molti anni.

Si parte, naturalmente, dalla realizzazione di infrastrutture e, fra queste, la primaria: produzione di energia elettrica. Che viene affidata ai pannelli solari, sia come scelta economica che come potenziale per lo sviluppo eco-sostenibile.

Pannelli solari in Australia

Una scelta “green”, quindi per la scarsa rilevanza sull’impatto ambientale.

Se analizziamo attentamente l’utilizzo del fotovoltaico, ci troviamo di fronte a tre fasi relative all’impatto ambientale:

1) fase produttiva dei pannelli: è quella comune a tutte le industrie. Un’attenta disamina dei problemi della sicurezza e l’adozione di idonee forme di tutela dei lavoratori e dell’ambiente, sono ormai ben diffusi in tutte le aziende del mondo.

2) i pannelli, col passare degli anni diminuiscono le loro capacità produttive e, generalmente hanno una vita economica di 25 anni: durante il loro esercizio una parte andrà sicuramente sostituita e quindi, si pone la questione dello smaltimento dei prodotti residui che vanno assimilati come rifiuti speciali da trattare.

Il problema, già sperimentato in molte nazioni, non esiste, poiché molte ditte produttrici riescono a recuperare e reimpiegare parte dei prodotti e degli elementi presenti nei pannelli solari. Si smaltiscono così i residui nei modi e nei termini previsti dalle leggi vigenti.

3) primo impatto paesaggistico dopo l’installazione: questo aspetto si pone in altre zone urbanistiche, certamente non esiste in un territorio residuato di un grande incendio da recuperare in ogni senso: biologicamente, chimicamente e, in generale, nell’intero ecosistema.

L’impresa Resilient Energy Collective

L’impresa Resilient Energy Collective ha già avviato la fase di costruzione sia delle centrali fotovoltaiche, che la successiva rete di distribuzione in vaste zone interessate. Il tutto in poco più di tre settimane: miracoli della tecnologia moderna!

La suddetta ditta ha realizzato già due infrastrutture:

  • Nei pressi di Cobargo ha alimentato un ponte radio della polizia e la rete di emergenza di Peak Alone;
  • Nella Goongerah Community Hall a East Gippsland (Victoria) è stata fornita energia alla sala operativa per servizi di soccorso ed emergenza.

Programmazione, efficienza e volontà realizzativa stanno dando i loro frutti.

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Foto tratta da Pixabay

Autore dell'articolo: Marco Vittoria