Arresto fino 3 mesi per violazione misure anti Covid19

Arresto fino 3 mesi per violazione misure anti Covid19

         
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Arresto fino 3 mesi e ammenda fino 206€ per violazione misure anti Covid19


In questi giorni di pandemia dovuta dal nuovo coronavirus il Governo Conte sta emanando provvedimenti che non sono facoltativi, infatti la violazione delle misure anti Covid19 è previsto l’arresto fino 3 mesi. Vediamo qual è la situazione attuale e cosa prevede la normativa.


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Contro il nuovo coronavirus Covid19 non esistono cure, ma solo terapie per alleviare gli effetti collaterali; quindi è fondamentale rispettare le disposizioni governative che contemplano atteggiamenti utili a contrastare il contagio.

Ricordiamo quali sono le misure messe in campo dal Governo Conte bis.

Decreto Legge n.6 del 23 febbraio 2020 – Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Il Decreto dispone contromisure per “comuni nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi è un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un’area già interessata dal contagio del menzionato virus, le autorità competenti sono tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica“.

Quindi il Decreto Legge n.6 del 23 febbraio 2020 getta le basi delle azioni da intraprendere come: l’isolamento dell’area, la quarantena, la sospensione delle attività lavorative nonché degli eventi.

Dpcm 1 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 di contrasto al virus SARS-COV2-2019/2020

Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus SARS-COV2-2019/2020, nei comuni indicati nell’allegato 1 …

Allegato 1

Comuni:
1) nella Regione Lombardia:
a) Bertonico;
b) Casalpusterlengo;
c) Castelgerundo;
d) Castiglione D’Adda;
e) Codogno;
f) Fombio;
g) Maleo;
h) San Fiorano;
i) Somaglia;
l) Terranova dei Passerini.
2) nella Regione Veneto:
a) Vo’.

Dunque il DPCM introduce le zone rosse elencando le Provincie soggette a misure molto restrittive; inoltre elenca le regole da rispettare su tutto il territorio nazionale. Poi entra più nel merito di alcuni aspetti come il lavoro agile ed il mondo scolastico/universitario.

Decreto-legge 02 marzo 2020 , n. 9 – Misure urgenti di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19

Quindi il presente Decreto inizia a pensare ai contribuenti introducendo “Disposizioni riguardanti i termini relativi alla dichiarazione dei redditi precompilata 2020“. Inoltre introduce alcune novità come:

  • “Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione”;
  • “Sospensione dei pagamenti delle utenze”;
  • “Misure in favore dei beneficiari di mutui agevolati”;
  • “Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria”;
  • “Norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario”;

ed altre importanti disposizioni che è possibile leggere dalla pubblicazione del Decreto in Gazzetta Ufficiale.

Dpcm 4 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6 applicabili sull’intero territorio nazionale

Il DPCM punta il dito sui comportamenti da tenere all’interno di tutto il territorio nazionale “Allo scopo di contrastare e contenere il diffondersi del virus“; quindi le misure vogliono dissuadere la popolazione, al di fuori delle zone rosse, dal compiere azioni che possano favorire la trasmissione del nuovo coronavirus Covid19. Dunque se all’interno della zona rossa i vincoli sono estremi, nel resto d’Italia è comunque necessario rispettare delle norme di comportamento.

Poi, il testo, tra le altre misure, contiene suggerimenti per le persone maggiormente esposte al contagio:

“È fatta espressa raccomandazione a tutte le persone anziane o affette da patologie croniche o con multimorbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita, di evitare di uscire dalla propria abitazione o dimora fuori dai casi di stretta necessità e di evitare comunque luoghi affollati nei quali non sia possibile mantenere la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”. 

Misure igienico sanitarie

Il testo contiene anche una lista di comportamenti da tenere per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus Covid19:

Misure igienico-sanitarie:

  1. lavarsi spesso le mani. Si raccomanda di mettere a disposizione in tutti i locali pubblici, palestre, supermercati, farmacie e altri luoghi di aggregazione, soluzioni idroalcoliche per il lavaggio delle mani;
  2. evitare il contatto ravvicinato con persone che soffrono di infezioni respiratorie acute;
  3. evitare abbracci e strette di mano;
  4. mantenimento, nei contatti sociali, di una distanza interpersonale di almeno un metro;
  5. igiene respiratoria (starnutire e/o tossire in un fazzoletto evitando il contatto delle mani con le secrezioni respiratorie);
  6. evitare l’uso promiscuo di bottiglie e bicchieri, in particolare durante l’attivita’ sportiva;
  7. non toccarsi occhi, naso e bocca con le mani;
  8. coprirsi bocca e naso se si starnutisce o tossisce;
  9. non prendere farmaci antivirali e antibiotici, a meno che siano prescritti dal medico;
  10. pulire le superfici con disinfettanti a base di cloro o alcol;
  11. usare la mascherina solo se si sospetta di essere malati o se si presta assistenza a persone malate.  

Dpcm 8 marzo 2020 – Ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 23 febbraio 2020

Il DPCM elimina i precedenti confini e ne determina altri più estesi, in relazione alla diffusione del nuovo coronavirus Covid19, infatti riporta:

“Misure urgenti di contenimento del contagio nella regione Lombardia e nelle province di Modena, Parma, Piacenza, Reggio nell’Emilia, Rimini, Pesaro e Urbino, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola, Vercelli, Padova, Treviso, Venezia”.

Inoltre contempla e rafforza le: “Misure per il contrasto e il contenimento sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19“. Dunque il testo, ora, è più specifico e rigoroso sui comportamenti da tenere, ed in particolare stabilisce: “Divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus.

Tra gli altri aspetti, introduce il riferimento alla sintomatologia:

“Ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e di limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante”.

L’attività di informazione messa in campo dal Governo, dal Ministero della Salute, dalla Protezione Civile ed anche dalle altre autorità coinvolte è intensa; ma dai media emerge che qualcuno ha ancora dubbi o, comunque, l’intenzione di non sottostare ai provvedimenti entrati in vigore per contrastare la diffusione del nuovo coronavirus Codiv19. Oltre ad imporre misure perentorie e raccomandare comportamenti da tenere, la normativa prevede pesanti ripercussioni per i trasgressori; infatti tanto il primo Decreto Legge del 23 febbraio 2020 n. 6, quanto l’ultimo DPCM dell’8 marzo indicano le punizioni in caso di violazione.

Riferimenti normativi dell’arresto fino 3 mesi per violazione misure anti Covid19

Arresto fino 3 mesi per violazione misure anti Covid19: Decreto Legge del 23 febbraio 2020 n. 6 – DPCM 08 marzo 2020

Il DL n.6 23/02/2020 ed anche il DPCM 08/03/2020 fanno riferimento all’articolo 650 del Codice Penale:

“Salvo che il fatto non costituisca più grave reato, il mancato rispetto delle misure di contenimento di cui al presente decreto è punito ai sensi dell’articolo 650 del codice penale“.

Arresto fino 3 mesi per violazione misure anti Covid19: testo originale del Codice Penale, articolo 650

“(Inosservanza dei provvedimenti dell’Autorità) Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a lire duemila“.

Per quanto riguarda l’ammenda l’importo aggiornato in euro è pari a 206,00€.

 

DI SANTE Paolo

 

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Autore dell'articolo: Paolo Di Sante

Ogni giorno genitori danno tutto per la famiglia, lavoratori si sacrificano per lo stipendio, disoccupati cercano lavoro, imprenditori e professionisti cercano di mandare avanti l'attività. E poi c'è l'Italia, un paese intasato di burocrazia e norme che sembrano remare contro chi si alza la mattina per affrontare la giornata. Tutto ciò ha mosso in me la voglia di pubblicare studi, ricerche ed appunti che sono frutto di oltre un ventennio di lavoro: adempimenti fiscali, civilistici ed amministrativi; servizi alle aziende ed alle persone in campo amministrativo e finanziario. Credo che la diffusione delle informazioni porti equità sociale. Il mio motto preferito: "l'unione fà la forza".