Sciopero dei commercialisti contro Isa
Sciopero dei commercialisti contro Isa ( indici sintetici affidabilità contributiva ) a settembre e ottobre
In vista uno sciopero dei commercialisti che garantiranno le prestazioni indispensabili, ma manifesteranno il loro malessere, soprattutto contro gli Isa per il 2018.
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Le associazioni di categoria, unite, sono determinate a manifestare tutto il loro dissenso verso lo strumento per la determinazione dell’affidabilità contributiva; dunque i commercialisti sono pronti ad incrociare le braccia per richiamare l’attenzione sul disagio in cui la categoria è costretta a lavorare. La goccia che ha fatto traboccare il vaso gli Isa, indici sintetici di affidabilità contributiva, per le incertezze nella definizione di regole e norme.
Sciopero dei commercialisti
Lo sciopero dei commercialisti è previsto per il prossimo lunedì 30 settembre ed il successivo martedì 1 ottobre; inoltre, a partire dal 29 settembre e fino al 7 ottobre non prenderanno parte alle udienze presso le commissioni tributarie provinciali e regionali. Comunque i commercialisti garantiscono che non verranno meno le loro prestazioni per servizi ritenuti indispensabili per gli adempimenti.
Tra le soluzioni di distensione, in particolare, sono 4 le richieste espresse dalla categoria che dovranno essere affrontate con la massima urgenza:
- prima di tutto la disapplicazione, o l’applicazione facoltativa, degli Isa per il 2018;
- poi, la sistematica consultazione della categoria (sigle e Cndcec) nella formulazione di norme;
- inoltre, una concreta semplificazione e riduzione degli adempimenti;
- infine, la rigida osservanza delle disposizioni dello Statuto del contribuente.
Consiglio nazionale dei commercialisti
Il presidente del Consiglio nazionale dei commercialisti, Massimo Miani: “Le modifiche al software dei giorni scorsi dimostrano che lo strumento non è ancora affidabile. Bisogna prenderne atto. Quando, nel motivare il suo no alla facoltatività degli indici sintetici di affidabilità fiscale per il loro primo anno di applicazione, il MEF sostiene che essa potrebbe generare una discriminazione dei contribuenti più virtuosi rispetto a quelli meno affidabili, non coglie nel segno. Questo rischio potrebbe sussistere solo nel caso di totale disapplicazione degli ISA. In caso di facoltatività, invece, i contribuenti virtuosi avrebbero comunque tutto l’interesse ad avvalersi già da quest’anno del nuovo strumento, con possibilità per il fisco di concentrare i controlli sugli altri contribuenti meno virtuosi. Il problema sollevato dal MEF, dunque, appare del tutto infondato e le motivazioni che lo hanno spinto a rigettare la richiesta di facoltatività non sono convincenti”.
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