Morti due giovani sul Gran Sasso
Morti due giovani sul Gran Sasso, in Abruzzo.
Erano partiti in quattro per una escursione sul Gran Sasso, ma due non sono tornati. Due giovani di Corfinio (Aq), Ryszard Barone (25 anni) e Andrea Antonucci (28) sono precipitati per oltre un chilometro in un vallone ghiacciato che sembrava senza fine; ultimo traguardo, l’abbraccio della morte.
Anche nei giorni di festa, impietosamente, la montagna vuole e si prende le sue vittime. La montagna, già, questo tempio lontano, dove si sale sempre fino a raggiungere la vetta in ogni modo e con ogni tecnica e metodo.
Morti due giovani sul Gran Sasso
Il Gran Sasso, la vetta più alta dell’Appennino, invita a salire a scoprire le sue recondite valli, le sue forre e i suoi sentieri. Molti di questi sono tuttavia ad alta difficoltà e riservati ad alpinisti particolarmente esperti. Ed erano proprio esperti e amanti della montagna le due vittime che il Gran Sasso ha rapito alla vita sportiva ed alle famiglie.
Era una normale escursione in montagna, una delle tante che avevano fatto in gruppo, dopo essersi fermati per una notte in un rifugio sul Gran Sasso.
Il lento incedere verso l’alto e poi l’insidia della montagna, del lato cattivo della montagna.
In un suo libro Rudyard Kipling dice: “chi va alla montagna va da sua madre”. Ebbene i due alpinisti morti amavano la montagna come una madre, ma questa volta hanno trovato un lato cattivo della montagna che si è preso la loro vita.
Questi due morti hanno dato il loro olocausto, hanno offerto il massimo a testimonianza della loro grande passione per il vivere all’aria aperta, per il camminare ed ammirare la natura che li circonda, in un meraviglioso ascendere verso la vetta, troncato, purtroppo da un incidente, forse all’inizio banale, la cui natura è ancora da accertare.
Il paese di loro origine, Corfinio, è rimasto attonito, sconvolto e partecipa al dolore in maniera silenziosa. nel pieno rispetto dei due giovani e delle loro famiglie.
A nulla è valso l’allarme dato dai due amici superstiti ed il pronto intervento dei soccorritori che hanno potuto, dopo molti sforzi, recuperare i corpi dei due giovani ragazzi senza vita.
Il lato cattivo della montagna
Il lato cattivo della montagna ha voluto prendere con sé due angeli. Oggi essi percorrono lassù in Cielo, nella vetta più alta della vita, i lunghi sentieri che allegramente hanno percorso nella loro vita.
Ciao Ryszard Barone, ciao Andrea Antonucci, anche se non vi ho mai conosciuti, ci accomuna l’amore per la montagna e per la natura. Quella natura che il sommo poeta D’Annunzio esalta: “Candide cime, grandi nel cielo forme solenni cui le nubi notturne stanno sommesse come la greggia al pastore e i vagli inclinati su l’urne profonde danno eterne parole e fanno corona le stelle taciturne. O montagne, terribili dòmi abitati da Dio…”.
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