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Marillion live report del concerto di Roma

         
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Marillion live report del concerto di Roma del 12 dicembre 2019. I Marillion sono una band storica ed essenziale del Progressive, in particolare di quella che fu definita la seconda ondata del genere. Oggi a distanza di quarant’anni riescono ancora ad entusiasmare il proprio pubblico con concerti sempre sold out in tutto il mondo. Non poteva andare diversamente a Roma, nella capitale d’Italia, Paese dove il gruppo conta migliaia di fedelissimi estimatori. Pensate che The Web Italy ha molti amici/collaboratori sparsi sul territorio ed è sempre attivissimo per promuovere ogni singola attività della band.

Marillion live report del concerto di Roma

Il concerto di Roma è iniziato con pochissimi minuti di ritardo con “Gaza”, brano incluso nell’album del 2012, “Sounds That Can’t Be Made”. Una condanna alla guerra, alla rivalità fra popoli. Steve Hogarth la dedica infatti alla fine a Mike Pompeo, Segretario di Stato degli Usa dal 2018. Si prosegue con “Beyond Youe tra le prime file sventolano decine di bandiere italiane e non. La musica unisce e i Marillion vedono dal palco tanti fan anche esteri sventolare con orgoglio il proprio vessillo.

Alla conclusione di “Seasons End” avviene anche la presentazione dei musicisti che accompagnano la band sul palco: Jon Harris al corno francese, Emma Halnan al flauto ed il quartetto d’archi In Praise of Folly(violini: Margaret Hermant e Morgana Deville; viola: Nicole Miller; violoncello: Annemie Osborne).  Steve Hogarth scherza anche sulla presenza di due violini dicendo: “ne abbiamo due… In caso di emergenza!”. E’ la volta poi di “Estonia”eYou’re Gone, (quest’ultima con luci sul soffitto che simulano dei cerchi e il pubblico che applaude a tempo). Steve Hogarth ricorda che è giorno di elezioni (nel Regno Unito) e… Afferma che non ha nulla da dire. Introduce però “The New Kings” quinta traccia di “F.e.a.r.”, penultimo album in studio dei Marillion. Sicuramente uno dei momenti più attesi: la canzone,  divisa in quattro parti, è piena di virtuosismi ma la performance è davvero perfetta!

A questo punto è giunto anche il tempo di presentare la band e arrivano “The Sky Above the Rain” e “Afraid of Sunlight, brano che dà il nome anche a un album del 1995.

La conclusione e i bis

Lo show si avvia alla conclusione con “The Space…” certamente uno dei migliori brani dell’“era Hogarth”. E così arrivano anche i bis, “Ocean Cloud” e “This Strange Engine”, due lunghissimi brani, fra i più amati in assoluto.

I Marillion per più di due ore hanno dato vita a uno show impeccabile dal punto di vista tecnico. Da segnalare inoltre le proiezioni video che hanno dato il loro grande contributo a uno spettacolo che rimarrà per sempre nella memoria dei presenti.

Si ringraziano per la gentile collaborazione The Web Italy, EG Production e Daniele Mignardi Promopressagency.

Nella foto principale: Steve Hogarth

Le foto sono state scattate dall’autore dell’articolo.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria