Un buco dell’ozono nell’Artico foto

Buco dell’ozono nell’Artico scoperto dal satellite

Un buco dell’ozono nell’Artico.

Ogni tanto si sente parlare di un “buco dell’ozono” che si apre ed è proprio in questi giorni che lo German Aerospace Center ha diffuso la notizia che se ne è aperto uno nell’Artide.

Il rilievo è stato possibile grazie ai dati forniti dal  satellite Copernicus Sentinel-5P che ne ha stabilito la grandezza in circa un milione di chilometri.

Come noto anche l’Antartide ha il suo “buco dell’ozono” di gran lunga maggiore rispetto a quello dell’Artide.

Il fenomeno si verifica da agosto a ottobre (mese in cui raggiunge la sua massima grandezza) per retrocedere progressivamente e scomparire verso la fine di novembre.

Copernicus Sentinel-5P: buco dell’ozono nell’Artico

La riduzione della concentrazione di ozono, la formazione dei cosiddetti “buchi” sono causa di  variazioni climatiche consistenti con aumento del fenomeno di scioglimento dei ghiacciai.

La molecola dell’ozono è formata da tre atomi di ossigeno che derivano dall’azione dell’energia solare  sull’ossigeno. Forma allotropica, quindi dell’ossigeno. E’ un gas di odore acre con colore bluastro (si forma anche con i fulmini), usato anche come disinfettante, battericida sterilizza le acque.

Il suo ampio strato costituisce l’ozonosfera formandone un “gas serra” che ha la funzione di proteggere gli strati più bassi dell’atmosfera dall’energia solare. In altre parole dalle radiazioni a bassa o alta frequenza d’onda.

L’ozonosfera

L’ozonosfera è individuata tra 15 e i 35 chilometri al di sopra della troposfera e coincidono con la parte bassa della stratosfera.

Protegge la terra dalle radiazioni UV del sole ed ha, quindi, una funzione importante per il pianeta Terra.

Al di là di questa sua precipua funzione protettiva bisogna sottolineare che l’ozono è causa di effetti nocivi sugli occhi e sulla respirazione.

Il buco dell’ozono

Il buco dell’ozono si sviluppa quando sono presenti le seguenti condizioni:

  • Consistente abbassamento della temperatura all’interno del vortice polare;
  • Formazione di un vortice polare;
  • Denitrificazione e deidratazione della stratosfera.

La legislazione vigente in Italia (Decreto 13/08/2010 n. 155) recepisce la Direttiva Europea sulla qualità dell’aria nota col n. 50/2008, che stabilisce la qualità dell’aria ed i limiti massimi di concentrazione dell’ozono e di altre sostanze gassose.

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Foto tratta da account Twitter di Copernicus ECMWF

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