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Asia Ghergo: il disco d’esordio della YouTuber Indie

         
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Asia Ghergo: il disco d’esordio della giovanissima YouTuber Indie è “Bambini elettrici”.

Esordio di inediti per la giovanissima YouTuber Asia Ghergo, conosciuta dal popolo della rete per i suoi tanti video casalinghi in cui rendeva omaggio con sue personalissime versioni acustiche di celebri brani della scena Indie. E dalla chitarra acustica e voce al disco di inediti grandemente prodotto il passo non è breve ed automatico. Si intitola “Bambini elettrici”, questo suono pop digitale che sposa anche macchie di sano blues nelle chiuse delle melodie vocali con questo timbro assai riconoscibile che abbiamo imparato a conoscere. “Bambini elettrici” è soprattutto un inno alla verità, spesso mascherata da pregiudizi e da tantissimi cliché che affliggono queste nuove generazioni. In rete il video ufficiale del singolo “Angeli”.

Alessia Ghergo foto

Asia Ghergo: il disco d’esordio della giovanissima YouTuber Indie è “Bambini elettrici” – l’intervista

Asia Ghergo: il disco d’esordio. Un primo disco. Da YouTube ai palchi. Dalla realtà virtuale a quella di carne e di ossa. Raccontaci: come l’hai trovata? Corrispondeva a quello che ti aspettavi? O meglio: corrisponde a quello che si racconta dai social?

I miei 17 anni sono stati letteralmente una bomba. Sono passata dal vergognarmi a cantare di fronte ai miei quattro amici, al suonare su palchi giganti con davanti migliaia di persone. Mi sento fortunata come non mai per aver potuto vivere delle serate indimenticabili come quelle, ad aprire i concerti di artisti pazzeschi, dei quali avevo e ho tutt’ora un sacco di stima. Ho vissuto un sogno e al tempo stesso ho fatto un po’ di gavetta, e penso che non scambierei quei ricordi per niente al mondo. Oggi ho 21 anni, ho fatto il mio primo disco e non vedo l’ora di poter tornare a suonare e finalmente cantare le mie canzoni davanti a chi mi vuole bene e mi supporta.

Di questo disco qual è il momento che più ti rappresenta?

Ciò che mi rappresenta di più in questo disco è il “filone narrativo” che parla della paura di crescere. O meglio, più che paura di crescere, del timore che si ha nel non sapere che cosa succederà in futuro, nel non conoscere quello che è il nostro destino, e il non saper affrontare quello che c’è fuori dalle mura della propria camera. Penso sia un sentimento che provano tutti prima o poi, e sono stata troppo felice nel sapere che molte persone si siano rispecchiate nelle mie parole.

E di tutta questa produzione che esula un po’ dal tuo habitat ordinario di chitarra e voce, quanto ti somiglia realmente? Quante scelte sono state tue fino in fondo e quanto devi alla collaborazione di altri?

Io volevo assolutamente fare un disco che rispecchiasse quello che è stato il mio background musicale dalla mia prima adolescenza fino ad oggi, volevo che la mia musica avesse il sapore di una macedonia fresca, piena di frutta diversa e dai mille colori. Mi sono impegnata tantissimo nel comunicare a chi lavorava con me quello che volevo sentire e come lo volevo sentire, con lo scopo ultimo di creare arte, un qualcosa che fosse mio, che nessuno poteva criticare come qualcosa di già visto.

A proposito di collaborazioni: citiamo la squadra che ha lavorato al disco? Come l’hai scelta o come ti ci sei trovata a lavorare con loro?

Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco Leonardo Fontanot, un ragazzo poco più grande di me ma con delle conoscenze sconfinate nel campo musicale. Ha saputo cucire delle aure perfette attorno alle mie canzoni, non finirò mai di ringraziarlo per aver avuto la pazienza di capirmi e ed entrare nel mio mondo.

Chi è Asia Ghergo oggi, all’alba di questo tuo primo disco? Cambiamenti o conferme sul lato personale di artista?

Oggi mi sento una persona molto più consapevole di quello che è il mondo della musica e di cosa significa lavorare per ottenere i propri risultati e raccogliere i propri frutti. Sono fiera della persona che sono stata e di quello che ho costruito da sola, nonostante i piccoli errori e incidenti di percorso, che, alla fine, sono indispensabili per crescere. Non smetterò mai di ringraziare tutte le persone, organizzatori di eventi, artisti che hanno creduto in me e mi hanno aiutato, dato una mano, per diventare la persona che sono oggi. Ho imparato tanto in questi tre anni, sono consapevole che c’è ancora molta strada da fare, anzi, per me il viaggio incomincia qui, e sono pronta ad affrontare quello che il futuro mi riserverà, piena di creatività e gioia di vivere nel cuore.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria

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