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Giuseppe Tartini, 250 anni dalla sua morte

         
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Quest’anno ricorrono 250 anni dalla morte di Giuseppe Tartini, indimenticato musicista. Il grande musicista sarà ricordato anche con una full immersion per i giornalisti a Trieste e Pirano. Due città unite da antichi vincoli e tradizioni socio-economici e culturali celebrano il 250° anniversario dalla  morte di Giuseppe Tartini, grande musicista, ma soprattutto, grande violinista.

Prima di parlare della sua produzione artistica giova ricordare le tappe fondamentali della sua vita.

Quest’anno ricorrono 250 anni dalla morte di Giuseppe Tartini

Giuseppe Tartini nacque a Pirano d’Istria il 1692 e morì a Padova il 1770.

La famiglia lo avviò agli studi ed alla carriera ecclesiastica, ma lui capì che quella non era il sentiero della propria vita e si iscrisse all’Università di Padova. Si sposò nel 1710 e si trasferì ad Assisi dove rimase per tre anni coltivando gli studi della musica che era la sua grande vocazione. Calcò le scene di vari teatri dell’Italia Centrale fino ad arrivare a Padova, dove fu nominato primo violino e capo di concerto della Cattedrale di S. Antonio. Entusiasta del successo che aumentava ogni giorno, aprì una scuola di violino per trasmettere ai giovani la sua arte ed i suoi segreti artistici.

La scuola ebbe grande risonanza poiché vi giunsero allievi da ogni parte dì Europa.

Quest’anno ricorrono 250 anni dalla morte di Giuseppe Tartini, autore prolifico di libri musicali

Intanto pubblicò molti libri in materia musicale e si dedicò entusiasticamente alla composizione, approfondendo i principi fisico-acustici della musica. Grande attenzione fu data in particolare al violino e alle note emesse da questo speciale strumento. Spesso si recò anche a Venezia, ma non dimenticò mai l’Italia Centrale. Lo troviamo infatti fra il 1717 e 1718 come  primo violino nell’orchestra del teatro di Fano.

Fra i suoi libri sono noti  “Trattato di musica secondo la vera scienza dell’armonia” (1754) e “De’ principi dell’armonia musicale contenuta nel genere diatonico (1767). Il “Traité des agrémens de la musique (Trattato degli abbellimenti della musica), edito a Parigi postumo nel 1771 ma già redatto in italiano nel 1740, è un pilastro per l’interpretazione critica e esecutiva della sua musica ed anche di quella tardo barocca.

Il suo stile

Il suo stile musicale è tipico della sua epoca e ne esalta le relative caratteristiche. Fra i suoi numerosi brani, il Miserere suonato per la prima volta  davanti al Papa Clemente XIII nel 1768 nella Cappella Sistina (un onore unico).

I suoi brani più celebri sono certamente “Il Trillo del diavolo” e “Didone abbandonata”, sonate per violini, celebri per i virtuosismi e la grande difficoltà di esecuzione e per l’armonia musicale. Brani che richiedono una grande abilità dell’esecutore, ma, soprattutto, una grande padronanza delle note da far emettere dal violino; insomma un grande mito musicale. Una piccola curiosità: Dylan Dog, eroe dei fumetti targati Sergio Bonelli Editore, esegue spesso “Il Trillo del diavolo” con il suo clarinetto nei momenti di relax!

Non solo musica nella vita di Giuseppe Tartini

E’ appena il caso di sottolineare che Tartini fu  un esponente dell’illuminismo, scienziato, tecnologo e didatta di fama nazionale ed  europea. Trieste gli ha intitolato il Conservatorio Musicale nel 1903 scuola di alta formazione artistica, musicale e coreutica.

I buoni rapporti e la collaborazione culturale esistente fra le città di Trieste e Pirano (città della Slovenia) hanno portato ad organizzare un evento riservato alla stampa alla scoperta di Giuseppe Tartini nel countdown del 250° anniversario.

Un evento a lui dedicato per la stampa

Il Comune di Pirano (promotore e capofila dell’iniziativa), con la collaborazione della comunità di italiani che in essa ancora vivono, del Festival di Ljubljana, del  Conservatorio Giuseppe Tartini di Trieste, dell’Università di Padova e Segretariato dell’Iniziativa Centro Europea (InCE) hanno organizzato l’evento “Alla scoperta di Giuseppe Tartini nel countdown del 250° anniversario – 26 febbraio 2020. a Trieste e Pirano la full immersion per la stampa, 29/30 gennaio 2020”.

Un insieme di sinergie e di collaborazione che va al di là dei propri statuti e che sono l’esempio pratico che più componenti hanno come risultante il sicuro successo.

L’evento servirà a rinsaldare i rapporti fra le diverse comunità ed etnie, oltre che a valorizzare ed incrementare il turismo musicale, con comprensibili ripercussioni sull’economia locale e dell’intera zona.

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Autore dell'articolo: Marco Vittoria